Al mondo tutto quello che ha un inizio ha anche una fine!

 

Così l’oracolo in Matrix si rivolgeva a Neo in una delle sequenze più famose del film.

Il momento è arrivato, ora è ufficiale. Il 14 gennaio 2020 Microsoft smetterà di distribuire aggiornamenti e patch correttive per l’amatissimo sistema operativo che tanto è stato apprezzato da utenti business e privati.

La cosa era già nell’aria da diverso tempo e tra gli addetti ai lavori ci si stava preparando da tempo aggiornado i computer aziendali o sostituendoli.

Windows 7 è stato forse il sistema operativo di casa Microsoft più apprezzato degli ultimi anni, riuscendo a rimpiazzare il mai troppo lodato XP nei cuori degli utenti e salvando migliaia di persone da quella disgrazia chiamata Windows Vista (si, lo so che lo avevate rimosso e mi dispiace dovervi ricordare della sua esistenza, ma è necessario).

Sarà stata l’interfaccia grafica moderna e piacevole, o per l’oggettiva leggerezza del sistema, sta di fatto che in poco tempo si è diffuso globalmente e solo nel 2019 è stato scalzato dalla vetta di sistema più utilizzato al mondo dal nipotino Windows 10.

Naturalmente le tappe intermedie sono state diverse, siamo passati dalla confortevole interfaccia di 7 allo stile “a mattonella” di Windows 8 che ha spiazzato un po’ tutti provocando  l’ira di buona parte degli utenti che trovavano poco pratici e molto dispersivi i nuovi comandi (puntare i diversi angoli dello schermo per accedere ai menu in effetti non è che fosse tutta questa comodità). Usci poi l’aggiornamento 8.1 che risolse alcuni problemi di instabilità mettendo qualche pezza qua e la per rendere le operazioni classiche il più semplici possibile fino poi ad arrivare al nuovo sistema che ormai quasi tutti abbiamo imparato ad apprezzare.

Ancora oggi, più spesso di quel che si possa pensare, ricevo richieste per poter avere dei client con pre-installato il vecchio sistema per le più svariate motivazioni: il macchinario o il software incompatibile, le abitudini difficili da abbandonare, nostalgia canaglia del buon vecchio pannello di controllo (esiste anche su 10 eh, un pochino nascosto ma vi garantisco che esiste) ecc.

Però, a distanza di 10 anni dalla pubblicazione, era naturale che Microsoft decidesse di tirare i remi in barca e togliere il supporto a questo glorioso sistema. Le case si possono ristrutturare fino ad un certo punto, poi meglio abbatterle e rifarle per evitare rischi.

Rischi? Quali rischi?

È qui che si va a parare: i rischi. Ora più che mai i sistemi sono sotto attacco, la sicurezza dei dati sta diventando una partita sempre più complessa e se gli hacker giocano con le scarpe di Cristiano Ronaldo, volersi ostinare ad usare quelle di Beppe Bergomi, per quanto si possa voler bene allo “Zio”, diventa controproducente.

Ma quindi devo buttare via il pc?

Certamente non significa che il vostro PC dal 14 gennaio smetterà di funzionare, si potrà lavorare esattamente come prima, solo con molta sicurezza in meno e nessuna garanzia che un eventuale problema verrà risolto. In molti ormai sono già passati all’ultima edizione e hanno metabolizzato il cambio, in modo meno traumatico di quel che si pensi.

“Eh ma io ho incompatibilità con le stampanti, il programma X ecc…”

Ne sei sicuro? Da quanto tempo non verifichi? Spesso microsoft o i produttori/sviluppatori di hardware e software pongono rimedio a queste piccole problematiche che quasi sempre si risolvono in poco tempo e zero spese.

Naturalmente se la questione è legata a macchine o programmi troppo vecchi le garanzie a qusto punto non si possono avere da nessuno, ma se si arriva ad avere di questi problemi con ogni probabilità stiamo utilizzando dispositivi o applicativi che potrebbe essere opportuno cambiare.

 

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