Da decenni il gigante creato da Bill Gates e Paul Allen, detiene un sostanziale monopolio in materia di sistemi operativi e applicazioni per la produttività in ufficio.

È vero, non esistono solo Windows o Office, ma numeri alla mano i dati sono molto chiari:

Da solo Windows copre 3/4 del mercato. Questo è possibile grazie ad un compromesso storico spiegato molto bene ed in chiave un po’ romanzata nel film “I pirati della Silicon Valley”.

Di fatto il tanto amato/odiato Windows e i suoi applicativi a corredo (Word, Excel, Access ecc…) sono parte dominante nel panorama software mondiale (si esiste open office, è un bel progetto, ma anche qui i numeri sono dalla parte del vecchio Bill) e questo rende Microsoft il colosso che tutti conosciamo.

In buona sostanza buona parte di questo successo è dato dalla quasi obbligatorietà di acquistare pc, notebook, server, workstation ecc… con pre-installata una delle varie edizioni di Windows e molto spesso determinate (e a volte costoste) licenze accessorie come User CAL, SQL, Remote desktop services. In questo modo la grande M si è messa quasi in una situazione di monopolio, potendo dettare costi, modalità e tipologie di sistemi da prevedere per poter lavorare.

Naturalmente non sto parlando di Microsoft come se fosse il cattivo dittatore che impone la sua volontà sul popolo schiavo. Per avere successo un sistema deve trovare un certo consenso e neppure loro sono infallibili (qualcuno si ricorda dei Windows Phone?), ma detto questo è sotto gli occhi di tutti che quando il gioco lo conduce un singolo interlocutore ci si deve giocoforza adeguare: se la licenza costa 2000€ si paga e basta, sperando che il fornitore eroda il suo margine per ottenere un sconto sul totale della fattura

Per molti anni non ci si poteva sottrarre da questo gioco:

Questi sono i software, questi sono i prezzi. Vuoi starci? Paga. Non vuoi starci? Usa altri sistemi e ci rivediamo tra tre mesi quando l’ennesimo documento Word si apre e sembrerà scritto in sanscrito.

Il problema è che spesso il software cubava quasi metà del valore delle offerte per l’hardware sul quale si sarebbe dovuto utilizzarlo. E raddoppiare il valore di un preventivo per il solo software faceva sbiancare gli amministratori, venire dei gran mal di testa agli EDP e disperare molti commerciali IT che vedevano sfumare interessantissimi progetti per i costi troppo alti e la conseguente ritirata del cliente che a malincuore rinunciava e rimandava a data da destinarsi precludendosi magari il tanto sperato aggiornamento dei server o dei client.

Questo ha poi alimentato il fenomeno della pirateria che è cresciuta notevolmente negli ultimi anni insinuandosi anche in alcune imprese che esasperate dagli oneri relativi alle licenze e per tagliare il budget IT si sono viste costrette a installare software contraffatti (nessun giudizio in merito, tra pagare una licenza o uno stipendio si sa quale sia la priorità).

Il rischio in questo caso è legato alle pesanti sanzioni che Microsoft prevede in caso emerga in sede di controllo una inadempienza nell’uso dei loro software e normalmente queste “multe” non sono per nulla leggere e farebbero tremare i polsi anche ai monaci tibetani.

Poi, d’un tratto, è successa una cosa. Qualcuno si è posto una semplice domanda:

“Ma le licenze che altre aziende buttano via? Che fine fanno?”

In effetti ci si era un po’ abituati al fatto che sostituendo il pc o un intera batteria di desktop le licenze contenute diventassero una specie di entità ultraterrena senza un perchè. Si procedeva al riacquisto di tutti gli office perchè “tanto quello vecchio non si può usare”.

La questione è stata oggetto di innumerevoli discussioni fino ad un certo punto dove una sentenza della Corte di Giustizia Europea si è espressa:

Un autore di software, non si può opporrre alla rivendita delle sue licenze usate.

Sentenza 3 Luglio 2012, C-128/11 Corte di Giustizia Europea

E che cosa significa questa sentenza?

Beh, detto in parole povere, si possono vendere e acquistare, rispettando alcuni importanti parametri, licenze usate provenienti da altre aziende o enti che per le più svariate motivazioni se ne privano.

Questo non significa che si possa andare nella ditta del cugino dell’amministratore che si trasferisce a Cuba per fare in corso sulla preparazione della piña colada, prendersi le licenze usate e utilizzarle come nulla fosse. In caso di controlli Microsoft arriverebbe accompagnata dalla cavalcata delle Valkirie (ok forse è un po’ apocalittica come scena ma più o meno è quello succede di solito).

Ma quindi come funzionano i software usati?

Innanzittutto il consiglio è di rivolgersi solo ed esclusivamente a partner che siano credibili e che sappiano di cosa stanno parlando. Una proposta a prezzi oggettivamente ridicoli è francamente non considerabile (andiamo, Office a 19 euro piacerebbe a tutti ma sul serio è credibile?)

I passaggi necessari a rendere rivendibile una licenza non sono pochi, non sono a casaccio e devono rispettare precise indicazioni. Già dalla fase di acquisizione licenze da parte dei rivenditori le verifiche sono molte e spesso vanno a coclusione proprio per la mancanza di alcune mancanze delle licenze in fase di selezione.

Certo, se uno cerca su google troverebbe una marea di opportunità e se provate su Amazon troverete decine di opportunità a cifre irrisorie. Ma stiamo parlando di risparmiare legalmente, non raccontando favole.

Quanto si risparmia con le licenze ricondizionate?

Una stima ragionevole è un risparmio tra il 25% ed il 65%, che nel settore IT è oro colato. Le licenze poi sono molto flessibili e riutilizzabili senza problemi, ma sopratutto permettonon agli EDP e agli amministratori di dormire sonni tranquilli, in caso di controllo non vi è differenza rispetto al presentarsi con una licenza nuova. Per potersi fare un’idea su misura si può compilare il questionario a questo indirizzo

Ma quali software sono disponibili?

Generalizzando, tutti i software Microsoft con licenza a volume come:

  • Office Pro Plus e Standard
  • Windows Server e relative Cal
  • Licenze SQL, Exchange e Remote desktop
  • Software di produttività come Project e Visio

Il consiglio, è sempre lo stesso. Per evitare errori che possono costare migliaia di euro, affidatevi SOLO a chi sa di cosa sta parlando. Ci sono decine di consulenti che promettono mari e monti ma si deve guardare oltre e puntare solo su partner attendibili. Il fenomeno è esploso e molti hanno intravisto l’opportunità di fare business, è il mercato bellezza, ma non tutti sono in grado di giocare la partita secondo le regole e a farne le spese sono, purtroppo, gli utenti finali.

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