In un mercato dove le vere innovazioni sono più rare di quel che ci si aspetti, i produttori cercano in continuazione di produrre oggetti del desiderio sempre più belli, stratosferici, incredibili…ed inutili.

Ammettiamolo, buona parte delle presentazioni di nuovi prodotti sono solo un restyling di qualcosa che già esiste riproposto in altra salsa oppure una novità che in realtà sono solo l’ennesimo tentativo di trovare una nicchia per aumentare i profitti.

Mica nasce un Maradona ogni anno però

Di giocatori forti ce ne sono stati tanti, ma uno come “el pibe” ne arriva uno ogni 30 anni e forse di più (quando Messi vincerà un mondiale ne riparliamo :-D)

E così come il D10S rivoluzionò il mondo del calcio con le sue giocate, in ambito tecnologico le VERE innovazioni non si fanno ogni giorno.

Indimenticabili rivoluzioni e flop colossali.

In tanti anni ci sono stati passi da gigante sul versante IT: il primo notebook, la nascita del web, Google, il primo smartphone, gli schermi pieghevoli e così via.

Ma ci sono state decine se non centinaia di proposte più o meno interessanti che hanno scandito l’evoluzione degli strumenti che tutti i giorni utilizziamo, segnando un epoca o venendo ben presto dimenticati (qualcuno usa ancora i tv 3D?)

Bene, anche il mercato dei monitor ha subito diversi scossoni negli anni: dal vecchio CRT al monitor LCD ultrasottile, i recenti schermi OLED, curvi, quadrati, touch e chi più ne ha più ne metta.

Ma com’è che ancora oggi il buon vecchio monitor 24″ superclassico è ancora uno standard irrinunciabile? Perchè le rivoluzioni non capitano tutti i giorni e quando arrivano tutti se ne accorgono.

Non è quasi mai questione di dati tecnici. Quelli sono sempre più estremi e le performance sono incredibili ormai. Se la si mette su questo piano possiamo aspettare che le abitudini degli utenti cambino con lo stesso spirito di chi aspetta il quarto episodio di “Ritorno al Futuro”.

Quando si parla di dispositivi, periferiche e qualsiasi altra cosa che riguardi gli strumenti a disposizione dell’uomo, a fare la differenza sono il valore percepito e la naturalezza con il quale solo pochi oggetti si sanno insinuare nelle nostre vite. Un esempio?

Tornando a noi, dicevamo che gli schermo hanno visto diverse varianti nella loro storia. Una delle più recenti è stato il concetto di monitor curvo, utile per tenere sempre a fuoco ogni punto del display e affaticare meno la vista (e per essere i più cool dell’ufficio naturalmente).

Poi alcuni studi che dimostrano che la pubblicità del maxibon ha sempre avuto ragione “two is megl’ che one” e tutti ad usare il doppio schermo.

I produttori si devono essere chiesti:

“e se facessimo uno schermo lungo? ma lungo lungo eh?”

L’idea qual è? Se tutti usano due schermi per avere più spazio di lavoro disponibile, facciamo uno schermo che sia grande come due monitor ed il gioco è fatto.

Risultati immagini per ultrawide monitor

Di fondo l’idea ci sta. In effetti c’è spazio extra per poter aprire mille finestre, i designer si sono scatenati e il risultato è mediamente grandioso. Spesso, proprio per favorire la messa a fuoco, i monitor sono curvi e questo offre oltre che il beneficio del quale ho parlato prima, un impatto visivo notevole.

Le risoluzioni sono estreme per offrire qualità elevata in ogni punto dello schermo.

Avere poi un pezzo unico, senza bordi intermezzi offre un riscontro visivo eccezzionale e piacevole.

Beh, se è tutto fantastico corro a comprarlo!

Fermi tutti che adesso vediamo un paio di contro!

Non è per tutti

Odio questo genere di discriminazioni ma una sberla di monitor del genere naturalmente non è per tutti.

Abituarsi a certe dimesioni non è sempre immediato e a volte non ci si riesce. Tenete presente che inoltre è come avere di fronte un faro sempre acceso, il doppio monitor prevede che uno dei due possa essere spento, in questo caso vi beccato il pacchetto completo in ogni momento.

-Non tutti hanno così tanto spazio sulla scrivania (dipende dal modello ma hanno un ingombro notevole)

-I costi non sono bassi, anzi. Sono belli, fantastici e tutto quello che si vuole, ma si fanno pagare bene.

-È adatto a certi tipi di lavoro, ad esempio peri grafici che hanno 20 maschere aperte, un po’ meno per la segretaria che usa il gestionale del 1998.

Non ha la stessa flessibilità del doppio monitor che grazie ai due pezzi divisi permette un posizionamento personalizzabile al massimo sulla scrivania.

Ma quindi che faccio, lo compro o no?

Tornando al discorso iniziale, non stiamo parlando di una rivoluzione, ma di una variazione di qualcosa che già esiste. Estremizzando il concetto è uno schermo tradizionale dopo un lifting.

Ciascuno sa quali siano le esigenze che ogni giorno ha, e analizzando i pro ed i contro saprà regolarsi e capire in autonomia se è un oggetto utile o solo l’ennesima inutile cavolata fatta per vendere un po’ di più. Dipende tutto da ciò che si fa e cosa si vuole ottenere.

Per esperienza è un prodotto adattissimo ai grafici ma meno a chi fa disegno tecnico o progettazione, ma sono feedback che ho raccolto da diversi clienti.

Io personalmente non ho uno schermo ultrawide. Al lavoro preferisco utilizzare una configurazione a doppio schermo (per giunta di diverso formato) per meglio gestire la mia scrivania, ma sto valutando di prenderne uno per casa, avendo lo spazio disponibile e gradendo molto l’impostazione allungata che mi permettebbe di scrivere il mio blog, leggere qualche interessante news, gestire la posta in arrivo e spotify.

Sarà un prodotto che vi conquisterà? Non lo so, ai posteri l’ardua sentenza.

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