Ve lo ricordate quel cartone animato con dei bellissimi leoni meccanici che si univano in un unico imponente robot a difesa del mondo di una pericolosissima razza aliena?

Sto parlando di Voltron! Ero piccolino ai tempi della trasmissione e lo si poteva vedere solo nei canali dopo il 15 sui vecchi tv a tubo catodico. La cosa affascinante era vedere come questi 5 leoni robot si unissero in questo potentissimo mech dalle fattezze di cavaliere che con mosse dai nomi improbabili salvava l’umanità, costantemente sotto attacco, da una razza aliena più incattività dell’agenzia delle entrate.

Il concetto era semplice e simili ad altri cartoni dell’epoca: l’unione fa la forza.

In effetti, presi singolarmente, i leoni erano abbastanza insignificanti. Certo ogni ragazzino aveva il suo preferito (io impazzivo per quello nero che diventava l’elmo), ma tutti alla fine aspettavamo l’entrata in campo del vero protagonista dello show, il grande capo.

Del resto, se chiedessi a chiunque: “Qual è il tuo supereroe preferito?” dubito di ricevere risposte tipo: “Sicuramente la gamba destra di Capitan America” o “Io adoto l’orecchio destro di Thor”, ci sarebbe sicuramente l’espressione di una preferenza per uno o per l’altro (sempre che l’argomento abbia senso per l’interlocutore, lo chiedessi a mia zia probabilmente mi direbbe Davide Mengacci).

Dicevo quindi, l’unione fa la forza. Bel concetto, le persone insieme ed unite sono in grado di fare cose straordinarie: difendersi a vicenda, studiare un progetto, suonare melodie come un orchestra e così via.

La dura vita degli IT manager

Uno dei grattacapi che gli IT manager si trovano a dover affrontare ogni giorno è quello di garantire la business continuity, cioè detto in parole povere, che tutti continuino a lavorare senza intoppi. Deve per forza di cose gestire una valanga di cose contemporaneamente che richiedono tempo, competenze e che in caso di problemi possano garantire una certa velocità nel tornare a fare il proprio lavoro.

Uno dei problemi principali è il fatto di avere prodotti diversi tra loro, che richiedono rapporti con più interlocutori, che hanno diverse modalità di assistenza e che potrebbero sbilanciare le tempistiche per tornare operativi.

Se ad esempio, a causa di qualche virus di nuova concezione, venissero compromesse le macchine virtuali ed i relativi backup e si dovesse ricorrere ai vari centri assistenza o hotline dedicate, il tempo che si perderebbe a rimettere in sesto la struttura (ammesso che ci si riesca) sarebbe ancora più lungo e l’emorragia improduttiva brucerebbe risorse minuto dopo minuto.

La dura vita degli EDP ogni giorno deve far fronte a situazioni critiche dove già solo individuare il problema è un lavoro a se stante, se poi non c’è un manuale delle giovani marmotte che dia una mano a risolvere la rogna del momento iniziano i mal di testa e le mani si fanno sudaticcie.

Ci sono tonnellate di tutorial su come rendere inespugnabili le tue macchine virtuali, avere un backup indistruttibile e avere la rete che in confronto le connessioni di “Matrix” sembrerebbero una 56k telecom. Purtroppo però spesso sono soluzioni che lasciano il tempo che trovano o che risultano ,per buone che siano, incomplete.

Eh vabbè, mo’ arriva il catastrofista

Magari lo fossi! Sarei super felice di non ricevere le telefonate di questo o quel sistemista presi da crisi di nervi per le problematiche che ho descritto ma purtroppo il mio telefono squilla ancora e i maloox si sprecano.

A parte le battute la faccenda si fa seria. Ora, l’essere sempre sul pezzo e non avere disservizi da parte della propria infrastruttura IT è indispensabile, non penso ci possa essere discussione a riguardo (va bene, la tua azienda è la ’72 che va avanti senza i piccì e sei un grande per questo ma andiamo avanti che forse potrebbero servirti queste informazioni).

I sistemi di difesa si fanno sempre più raffinati, ma anche gli aggressori si aggiornano e a ritmo molto più veloce di chi invece è in trincea elmetto in testa e coltello tra i denti. Si pratica la più strenua difesa, con tutti i mezzi possibile, eppure a volte ci si deve arrendere e alzare bandiera bianca in segno di sconfitta. Poi si riparte lentamente dalle macerie digitali e dopo giorni di fatica si riparte azzoppati perchè qualcosa ancora non funziona perfettamente.

L’unione fa la forza. Anche nell’IT

Cosa si può fare quindi? Ci dobbiamo rassegnare a subire i torti dei bulletti della rete? Beh… si.

Ecco ora mi prendi per matto, ma non lo sono e ora ti spiego perchè.

Siamo una nazione di catenacciari. Hai visto come giocano le nostre squadre di calcio? Ci facciamo attaccare e ripartiamo. Assorbiamo la botta degli attaccanti avversari, subiamo il gioco… e ripartiamo veloci.

Il concetto è quello. A volte non possiamo fare altro che difenderci al meglio ma essere in grado anche di ripartire velocissimi vanificando lo sforzo di chi sta provando a metterci nel sacco.



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